Dilemma che ha animato il mio accostamento alla lettura sin dagli inizi.
Ho letto il primo libro della mia vita a 18 anni, Il Signore degli Anelli. Non faccio fatica ad ammettere che, prima di tutto questo, odiavo leggere. Ero disturbato profondamente dal solo pensiero di leggere cinque pagine di Promessi Sposi, ai tempi del secondo liceo.
Ero totalmente allergico alla lettura. Poi, la Folgorazione. Mi stavo accostando alla tradizione medievale, con musica o giochi per playstation, quando mi si fece notare che la mia recente passione non poteva non confluire nella lettura di quel capolavoro del Signore degli Anelli. Io mi dissi: "cacchio, non riesco a leggere più di tre pagine alla volta e dovrei iniziare proprio con quel mattone da 1300 pagine?"
Non so perchè, ma alla fine iniziai a sfogliarlo, fino a quando non mi accorsi che le pagine volavano via da sole. Ne leggevo ben 10 al giorno. Dopo un po' ne leggevo addirittura 25. A fine lettura, dopo sei mesi, il mio record, il penultimo giorno, fu di 180 pagine. Era ovvio che qualcosa era cambiato in me.
Ho iniziato a leggere come un disperato, totalizzando record fino a poco tempo prima impensabili. Rilessi Il Signore degli Anelli l'anno dopo, e lo lessi in 4 GIORNI. Ad oggi, il mio record è di 600 pagine in una giornata, durante un ricovero in ospedale. Era IT di Stephen King; altra folgorazione.
Ma qui ha cominciato a formarsi una strana tendenza. Mi accorgevo che difficilmente mi veniva voglia di allontanarmi troppo dalle avventure che mi piaceva tanto leggere. Mi affezionavo tanto a quelle storie, le sentivo in qualche modo familiari e il distacco mi provocava sempre una strana inconsapevole amarezza. Quindi leggevo quasi soltanto, o libri dello stesso autore, o più volte lo stesso libro. Il suddetto Signore degli Anelli, ad oggi, l'ho letto 10 volte, e come lui, molti altri li ho letti almeno la seconda volta. Complessivamente ho letto circa 50 libri, mi pare; ma contando le ripetizioni, avrei potuto tranquillamente averne letti almeno 80.
Non so cosa ci possa essere dietro questo bizzarro comportamento, anche se notavo che rileggere un libro spesso diventava una esigenza. Era quando i contorni cominciavano a sfumare, i ricordi cominciavano ad affievolirsi, che sentivo il bisogno di rileggerlo, per non dimenticarlo. Come se dietro un libro potesse esserci una struttura mentale, pronta a cadere in qualsiasi momento, e quindi da puntellare ogni tanto necessariamente.
Alle volte mi veniva fatto di pensare, attraverso film o storie raccontate, a quei personaggi che custodivano il ricordo di persone care che non c'erano più. Mi venivano in mente, nel momento in cui si rendevano conto che, magari, non riuscivano a ricordarne la voce, o a confondere i lineamenti del viso. Magari sarà successo a tutti coloro che hanno perso qualcuno, dopo un po' di tempo cominciare a vedere i contorni del ricordo sbiadire.
Forse è questo tipo di sensazione che vorrei scacciare, leggendo 2,3 o 5 volte lo stesso romanzo, anzichè aprirmi a nuove letture. Potenzialmente potrei anche leggere 100 libri, ma nessuno affonderebbe un profondo legame nel mio cuore. Preferisco tenermi i pochi libri cari ben stretti, un po' come le persone; rileggerli spesso, un po' come si "rilegge" una persona amica; tutto ciò affinchè i ricordi possano rimanere nella tua testa il più a lungo possibile, come le persone care nel cuore.
E' abbastanza triste dover fare fatica per ricordare la voce o i lineamenti di una persona che non è, a vario titolo, più nella tua vita. Se però, nella realtà, non puoi fare niente per ovviare a questa situazione, almeno nelle realtà virtuali di cui ci si circonda, puoi mettere "pausa", portare avanti, portare indietro, sottolineare, strappare pagine. Ci si può fare di tutto.
Per questo, preferisco leggere 10 libri 10 volte, piuttosto che leggerne 100 una volta sola...
Voi sicuramente vi starete chiedendo: "cazzo ce ne frega?"
Non posso darvi torto... pazienza, cambiate blogghe. Serio o no, state tranquilli che questo mio spazio non sarà comunque mai banale.
A presto,
IL PIEPPE
Non importa quanti libri leggi o quante volte li leggi. I libri sono porte sulle nostre emozioni più interne e se uno lo rileggi più volte, vuol dire che ti ha lasciato un segno. Leggere è un pò come la scrittura, una necessità (anche perchè una chiama l'altra)e se questa necessità ti porta sempre verso gli stessi libri, beh, amen!
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