Pur non togliendo nulla al dramma umano e sportivo occorso domenica ed al suo devastante impatto emotivo, mi limito ad osservare che, un mese fa eravamo tutti ingegneri informatici. Oggi siamo tutti motociclisti. Cosa saremo domani?
Stanza 101
Tu sai cosa c'è nella Stanza 101, Winston. Tutti sanno cosa c'è nella Stanza 101.
martedì 25 ottobre 2011
lunedì 24 ottobre 2011
Sete
Amici, sono assetato.
L'ho scoperto troppo tardi, dopo aver lungamente poltrito, dopo anni di bocche arse ed asciutte, dopo anni di indigenza e di impossibilità di vettovagliarsi.
Oggi ho scoperto che, da una parte, la mia sete era guaribile; bastava bere. Eppure, oggi che ho bevuto, mi sono accorto che la sete non si è spenta, ma continua ad alimentarsi.
Ho sete di mondo. E' un tipo di sete bastarda, di quelle in cui l'acqua non basta.
L'ho scoperto troppo tardi, dopo aver lungamente poltrito, dopo anni di bocche arse ed asciutte, dopo anni di indigenza e di impossibilità di vettovagliarsi.
Oggi ho scoperto che, da una parte, la mia sete era guaribile; bastava bere. Eppure, oggi che ho bevuto, mi sono accorto che la sete non si è spenta, ma continua ad alimentarsi.
Ho sete di mondo. E' un tipo di sete bastarda, di quelle in cui l'acqua non basta.
venerdì 21 ottobre 2011
Le mie origini
Se a suo tempo avessero chiesto il mio parere, non avrei mai scelto di nascere in Sicilia. Nessuno mi interpellò.
Io odio le mie origini. Vivo a Milano da cinque anni, un po' per scelta ed un po' per caso (la sintesi delle due cose fatela voi, io non ci sono mai riuscito).
Per 24 anni ho vissuto in un posto orribile, oltremodo inospitale. Ho sofferto l'invadenza di gente rozza, volgare, ignorante. Ho sofferto mancanza di sbocchi professionali, mancanza di svaghi, mancanza di strutture sportive, mancanza di strutture ricreative, mancanza di servizi di trasporto pubblico, mancanza di pubblica igiene, mancanza di civiltà, mancanza di educazione, mancanza di rispetto, mancanza di orizzonti, mancanza di lungimiranza, mancanza di programmazione politica, mancanza di coscienza civile, mancanza di solidarietà, mancanza di sogni e mancanza di strumenti per provare a coltivarli.
Ho convissuto per 24 anni con una realtà modesta, argomenti modesti, divertimenti modesti, mode modeste, abitudini modeste, obiettivi modesti. Una realtà dove occorre il massimo sforzo non per avere, ma per SPERARE di avere il minimo risultato.
Ho convissuto per 24 anni con lo sfruttamento del lavoro nero, con le mazzette di 20 mila euro per SPERARE di ottenere un posto di lavoro, con i giovani che lavoravano come commessi per 70 ore a settimana per percepire una paga di €600. Ho convissuto con criminalità organizzata, delinquenza, malavita. Ho visto gente subire il furto del motorino, riaverlo parcheggiato sotto casa il giorno dopo (chissà se con un fiocco ed un biglietto di scuse o meno). Ho visto gente parcheggiare DENTRO le rotatorie stradali, ho visto intere famiglie sul motorino senza casco, ho sentito tutti i tipi di clacson possibili ed immaginabili, ho sentito le peggiori canzoni neomelodiche napoletane a tutte le ore della notte, sparate a volumi mostruosi da macchine in corsa (macchine necessariamente ritoccate).
Ho deciso, parlo di me
Cari tutti,
dopo sollecitazioni, consigli, suggerimenti, tavole rotonde, dibattiti, conferenze, raduni, convention, assemblee, elezioni primarie e consigli di amministrazione vari, ho finalmente deciso di cosa parlare in questo blog: di me.
Non sono nato ieri, neanche due giorni fa, neanche il mese scorso, per cui, che non ve ne freghi niente, ne avevo il vago sospetto; eppure, se posso dire, me ne frego. Il blogghe è mio. Non lo scrivo per istruire qualcuno, per insegnare qualcosa, per giudicare, per riflettere, per esteriorizzare, per smignotteggiare; lo scrivo per divertirmi.
dopo sollecitazioni, consigli, suggerimenti, tavole rotonde, dibattiti, conferenze, raduni, convention, assemblee, elezioni primarie e consigli di amministrazione vari, ho finalmente deciso di cosa parlare in questo blog: di me.
Non sono nato ieri, neanche due giorni fa, neanche il mese scorso, per cui, che non ve ne freghi niente, ne avevo il vago sospetto; eppure, se posso dire, me ne frego. Il blogghe è mio. Non lo scrivo per istruire qualcuno, per insegnare qualcosa, per giudicare, per riflettere, per esteriorizzare, per smignotteggiare; lo scrivo per divertirmi.
giovedì 13 ottobre 2011
Cavoli miei? Cavoli vostri? Chissà…
Mettiamoci d’accordo, amici. Io scrivo, vi racconto un sacco di storie, su di me, sui destini dell’universo, sui massimi sistemi. Eppure non sono sicuro che a voi freghi qualcosa. Dovessi dire, penserei di no.
Mi sono spesso interrogato sullo strumento del blog; dovrei parlare di me? Dovrei parlare di politica, società, costume, moda?
La cosa che, al momento, mi diverte di più, è quella di parlare di tutto, senza parlare di niente. Immagino il mio blog come un luogo di frivolezza assoluta, ai confini col “cialtronismo”, un luogo dove parli di me senza raccontarmi veramente.
Mi sono spesso interrogato sullo strumento del blog; dovrei parlare di me? Dovrei parlare di politica, società, costume, moda?
La cosa che, al momento, mi diverte di più, è quella di parlare di tutto, senza parlare di niente. Immagino il mio blog come un luogo di frivolezza assoluta, ai confini col “cialtronismo”, un luogo dove parli di me senza raccontarmi veramente.
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